DASEIN - di Luca Pietrosanti -

"La parola è la moneta del poeta con cui sconta la vita."

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Utente: Nanaqui
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sabato, 14 giugno 2008
Precari in forma d'Hayku

Precari cercasi:
co.co.co. o co.co.pro
pagati a Dico.

                    Precari ad ore:
                    giorni senza riposo,
                    riposti a giorni.

Precari. Trend:
più qualità svenduta,
meno qualifiche.

                    Precari. Servono
                    a padroni asserviti
                    spesso alle mafie.

Precari i sogni:
s'inseguono balocchi
in veste adulta.

                       Precari i vezzi:
                       lamiere più preziose
                       di una cultura.

Precari in lotta:
mònadi che non sanno
farsi più folla.

                        Precari in tutto:
                        somministrati in dosi
                        occasionali.


Postato da: Nanaqui a 16:14 | link | commenti (2) |
poesie

venerdì, 18 aprile 2008

Creatura di solitudine
da chi ti creò sempre creata,
costantemente in cerca di chi
stretta ti tenga e distratto accolga
la tua perenne e solida attesa.
Dono per molti, scelta per pochi,
cane per tutti, oro d'un poeta.

Postato da: Nanaqui a 14:34 | link | commenti |
poesie

domenica, 23 marzo 2008
Piccolo Pensiero Pasquale

Non avrei mai un giorno pensato
di stare seduto con gli occhi a guardare
quest'epico estetico annegar del millennio.
Lì vedo che vanno piano piano verso
il blu più nero lontano dal sole
lontano - da soli -
L'era del feticcio si perderà il tacco
prima o poi e il poi sarà prima del previsto.
Presto avremo abbastanza forza
e ancor più follia da uccidere
quest'aborto di democrazia
delle facce da culo iniettate
nell'etere per avvelenarci
l'indipendenza del pensiero.

Un vaffanculo all'inferno per chi
si prende le nostre parole più belle
e ne fa fondamenta per la sua casa.

E non chiedo scusa!

Postato da: Nanaqui a 22:07 | link | commenti (1) |
poesie, appunti di viaggio

venerdì, 22 febbraio 2008

Perso nelle insenature
mani bianche e peli
sull'addome di una barca
in secca, poi - più in là - il mare

Fuggiaschi agli occhi
degli amici o ai volti sconosciuti
noi traghettavamo l'un dell'altro
il sesso e i desideri.

Così sacra la mia bocca
così sacro anche il tuo ventre
nell'accogliere quell'uomo
io da madre, tu d'amante,

poi ci ritrovammo nudi
e gli abiti perdevano
i colori dentro quel blu-nero
tinta delle prime ore.

Provati dalla notte
camminammo a stento:
lui, da lontano un profeta,
noi a guardare delle gesta
la purezza che aveva - sì -
voluto per dare un senso
nuovo alla logorante
stasi del paese.

E ti sentii mia-non-mia,
fecondata sterilmente
e trasalì quel desiderio
d'umana appartenenza
che andò a confondersi
al ritmo cadenzato dei passi.

E quel che soltanto rimase
fu una piuma di gabbiano
che le tue mani strapparono
alla sabbia.

Postato da: Nanaqui a 19:03 | link | commenti |
poesie, appunti di viaggio

lunedì, 17 dicembre 2007
Magnificat

l'anima mia magnifica l'amore
e il canto che ne sale, spontaneo
s'accorda alle vostre partiture:

e vivo in ogni volto sorpreso
al quale s'è appeso il folle sorriso
di un fanciullo a testa in giù.

Postato da: Nanaqui a 12:32 | link | commenti (1) |
poesie