DASEIN - di Luca Pietrosanti -

"La parola è la moneta del poeta con cui sconta la vita."

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venerdì, 22 febbraio 2008

Perso nelle insenature
mani bianche e peli
sull'addome di una barca
in secca, poi - più in là - il mare

Fuggiaschi agli occhi
degli amici o ai volti sconosciuti
noi traghettavamo l'un dell'altro
il sesso e i desideri.

Così sacra la mia bocca
così sacro anche il tuo ventre
nell'accogliere quell'uomo
io da madre, tu d'amante,

poi ci ritrovammo nudi
e gli abiti perdevano
i colori dentro quel blu-nero
tinta delle prime ore.

Provati dalla notte
camminammo a stento:
lui, da lontano un profeta,
noi a guardare delle gesta
la purezza che aveva - sì -
voluto per dare un senso
nuovo alla logorante
stasi del paese.

E ti sentii mia-non-mia,
fecondata sterilmente
e trasalì quel desiderio
d'umana appartenenza
che andò a confondersi
al ritmo cadenzato dei passi.

E quel che soltanto rimase
fu una piuma di gabbiano
che le tue mani strapparono
alla sabbia.

Postato da: Nanaqui a 19:03 | link | commenti |
poesie, appunti di viaggio