Alek Zwatok
Alessandro Grazian
anacoluto
Ani Difranco
Antonin Artaud
Antonioni
Ass. GIAMPI - ONLUS
darklyrics
fatina
il convivio
Il corpo e il giardino
katatonia
musica tradizionale giapponese
opeth
rapido blé
ReDellaPersia
tacimi
xabierisback
visitato *loading* volte
Perso nelle insenature
mani bianche e peli
sull'addome di una barca
in secca, poi - più in là - il mare
Fuggiaschi agli occhi
degli amici o ai volti sconosciuti
noi traghettavamo l'un dell'altro
il sesso e i desideri.
Così sacra la mia bocca
così sacro anche il tuo ventre
nell'accogliere quell'uomo
io da madre, tu d'amante,
poi ci ritrovammo nudi
e gli abiti perdevano
i colori dentro quel blu-nero
tinta delle prime ore.
Provati dalla notte
camminammo a stento:
lui, da lontano un profeta,
noi a guardare delle gesta
la purezza che aveva - sì -
voluto per dare un senso
nuovo alla logorante
stasi del paese.
E ti sentii mia-non-mia,
fecondata sterilmente
e trasalì quel desiderio
d'umana appartenenza
che andò a confondersi
al ritmo cadenzato dei passi.
E quel che soltanto rimase
fu una piuma di gabbiano
che le tue mani strapparono
alla sabbia.