DASEIN - di Luca Pietrosanti -

"La parola è la moneta del poeta con cui sconta la vita."

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martedì, 17 luglio 2007
Il posacenere

La sigaretta accesa si denuda

poi che il tempo invecchiando la seduce,

spinto dal gesto stretto del respiro

fra due anelanti labbra chiuse a stento.

E si consuma in fretta quest'amplesso

immaginato; sbiadisce il piacere

in un bisogno che riporta agli occhi

la semplice materia: il posacenere.

Sospesa resta immobile la mano

perché non è qui e ora quel che possa

al mio pensiero dare essenza vera:

così le cose scopro, nell'assenza.

Postato da: Nanaqui a 11:55 | link | commenti |
poesie

venerdì, 06 luglio 2007
Canto I

Tornassi indietro, claudicante amore,

più non darei a vedere il mio dire

incerto e più non avrebbe il pensiero

movenze cieche di burattinaio

che al buio scuote i fili del cuore.

Come se fosse copione permettere

che per mano del dubbio non sia più

a noi lecito osare render lucidi

quei sogni tanto chiari sotto aprichi

etre, otri dove riporli amando.

Non che creda che affetto umano duri

più dell'iniquo tempo di una vita,

ma almeno all'eterno aspirare in questa!

Perché a che vale sottomesso amore

di dono all'altro al proprio godimento?

E se nel sogno concreta l'attesa

si manifesta agli uomini acerbi

che lì resti, senza presunzione

di farlo qui in terra il giardino perfetto,

perché perfettibile è quel che siamo.

Che sia giardino invece in cui sbagliare

questa festa di carne viva e sangue,

perché l'errare l'errore corregge

dell'imperfetto che allora indossammo

quando gettammo l'Agape di Dio.

Ma è affare umano far che il tempo secchi

il desiderio e, spento quest'idillio,

io mercante mi faccio di preziosi

solventi: e virò in blu tutta l'estate,

mi evirò nell'inverno la stoltezza.

Postato da: Nanaqui a 11:02 | link | commenti |
poesie

lunedì, 02 luglio 2007
Riflessione su una foto

Se Avessi oltre una parentesi

un altro limite che duri

come l'occhio che cattura

un funambolo dal basso

che si tira avanti impresso!

Postato da: Nanaqui a 14:38 | link | commenti |

In memoria dei Fumasoni Biondi

Dal nostro andare fummo al marmo spinti

in su e in giù vagando, lì dov'erano

epigrafi sepolte e nomi stinti

dagli anni magri di compianti.

Davvero ci sorpresero le vite

mute di Mary e Iuri a raccontarsi

e sotto il sole, scavati, quei versi

sciolti le voglie nostre sciolsero.

A noi di aver dissacrato non parve

coi giochi delle labbra quel silenzio,

perché rinasce ogni sacro che giace

quando puro l'abbraccia l'eros:

e fu vero perché, quando uscimmo,

ci lasciò in ricordo un fiore l'asfalto.

Postato da: Nanaqui a 14:36 | link | commenti |
poesie