DASEIN - di Luca Pietrosanti -

"La parola è la moneta del poeta con cui sconta la vita."

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sabato, 29 luglio 2006

Ascolta, i poeti maledetti

che hanno aperto le porte all'oblio,

dove in notte muta la poesia

e la canta il poeta in licantropia,

han sciolto un mostro, un esser superiore

che si crea nello spleen di un vicoletto,

tra le gambe di una prostituta

e il viscido collasso di un reietto.

 

Tutta tesa a raccattar dolore

la voce del poeta il suo rancore

al mondo che è dabbene grida, un mondo

che scorre pur sempre nelle sue vene.

«Eccolo quà! fa cose strane

sempre affamato come un cane!

Non può metter su famiglia

uno che ancor si meraviglia!

Stupido infantile, non s'arrende

con costanza a quell'età senile

che anche per lui suo malgrado avanza!

Ma guarda come si veste:

alcool, droga, sesso e feste...

sta a vedere che scopre,

per istinto naturale,

d'essere anche omosessuale!»

Maledetti poeti maledetti,

dalle tombe non vedete

quel che ai posteri avete combinato?

Io vi amo e mi son perso

in ogni vostro disperato verso:

indifferenti voi a cantar l'elevazione,

l'umana perdizione e sulle pelli

a contar ogni stagione,

a prender mare sui battelli,

dolci a mostrar di un gatto il pelo

e a far sonetti al buco del culo!

Mi tolgo il cappello e vi ringrazio d'aver calato

la poesia in ogni cosa,

ma  vorrei dissolta la vostra posa,

quella delle vite mai dimenticate.

Dentro una rima io nascondo

un solo, piccolo, onesto sogno:

E vedo mia figlia tra i banchi di scuola

gravida bimba di sapere il mondo;

Vedo il compagno che distratto chiede:

«che fa tuo padre, Beatrice?»

«Papà fa il poeta!», - piccola bimba mia -

sorridendo gli dice...

Postato da: Nanaqui a 17:56 | link | commenti (4) |

giovedì, 27 luglio 2006
D.D.D. (divertimento)

Chi ti insegna a esser poeta

è mischiarsi col Dolore

rivestito dalla seta

che attutisce ogni rumore.

E' rischiare volta a volta

con Determinazione

di perdere e fallire

di fronte alle persone.

E' credere in un mondo

in cui anche vedendo

arduo è che si creda.

Soltanto con la vita

e un corpo da spartire,

in pasto all'ignoranza,

un versificatore

procede in eleganza.

Soltanto con la vita

e una penna tra le dita

volge l'illusione

in pia Devozione.

Postato da: Nanaqui a 21:04 | link | commenti (1) |

lunedì, 24 luglio 2006

Mai vana Esperienza,
 
come il mio io ti racconta
dal tuo grembo delle cose coglie
i nomi e dentro li alleva.
Eppur lui non vede che forma
Loro appartenga, né come
Il suo divenir li trasforma:
Ignaro attende e, a sé rivolto,
cieco si veste di sapienza
e inventa la morte.
Poi che il dolore lo scuote e l’avverte
un germoglio perduto s’appende
all’afflato esiziale e assottiglia i pensieri,
sicché l’occhio al dettaglio sé concede
finché al tatto il passo cede
perché le venature intenda
e poi oltre lascia all’udito strappare
dal silenzio una nota: il respiro
presto s’invola, cede, risale e infine
s’immola.
Ed ecco che allor comincia
a parlar di nuovo il tuo linguaggio
e dei nomi s’innamora.
E tanti più ne vuole, tanti più
ne copia e ne inventa
così che da padre e da sposo
la prole tua a te ridona.

Postato da: Nanaqui a 18:48 | link | commenti (7) |

sabato, 22 luglio 2006
ritrovata Strada per Autun 12/06/2005

Non puoi non essere un pittore

quando di fronte puoi vedere

di un solo colore

tutte le sfumature.

Postato da: Nanaqui a 19:06 | link | commenti |

ritrovata Digione 11/06/2005

Quel che conta per me è

riuscire a comprendere il vero senso della musica.

Il resto è cosa umana...

Postato da: Nanaqui a 19:02 | link | commenti |