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sento addosso lo scandire delle ore
come s'avessero degli anni il peso
e mesto imploro gli estremi saluti.
Mi vesto di abbracci e di notti insonni,
mi sento nei passi sciolti per le strade:
membra mie sono i portici e i miei occhi
il cielo generoso di dicembre.
S'allungano protese le mie mani
a cogliere i gesti più comuni.
Come il ritmo del giorno si svegliano
le vite, salpano, entrano dentro,
col fiato mi scaldano e svaniscono...