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Riempimi d'ora in poi
dei tuoi Sogni più belli,
quelli chiusi nei tuoi
silenzi che modelli
con le dita e poi tocchi,
che rendi vivi agli occhi,
errando nei sentieri,
che il Vivere fa Veri.
Lo vedo fluire fuori dall'uomo,
avvizzirne l'immagine e il pensiero,
tornare a fiorire nella natura:
è qui che lo sento vivo e l'ammiro,
poiché egli riposa nella distante
bellezza del dettaglio d'ogni cosa.
perulàmic
dràpetun
rumilàcpe
èmpratud
tàrpudec
petundra
Piove nelle culle
che la notte porta
ed io sopra quelle
m'avvio per la porta
di un sogno dolente
costretto al pensiero
sottile e tagliente.
Morbido il mio siero,
al grembo in ascolto,
lascia sul sentiero
l'aroma sepolto:
quello di dio
staccato dall'uomo
lasciato in oblio
nel marmo e nel suono
di nota tenuta
in bianco vestita.
"Mia sorella è il nostro amore che nevica tra i rami"
A. Artaud (da "Prima neve")
stamane alle tre e mezza, camminando per via Piave fino a Porta San Giovanni, l'avrò ripetuta non so quante volte. Forse sarà la bellezza del suono, o quella dell'immagine che crea, quell'impossibilità appagante di non poter afferrare totalmente il significato con la mente, ma addosso la senti viva e pulsante come una creatura, come succhiare il seno e stupirsi del latte stillato tra i denti.