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i miei pensieri si fanno sempre più sottili, come la lama di un chirurgo che nella carne s'infili.
Il cielo s'addensa,
il vento serale implora
le figle al cospetto
del sole, che per l'essenza
sua, di tramonto le colora.
Tutto quello che solo
mi tocchi nell'abbraccio
come questi due occhi
al serrar la porta e
quasi a imitar l'addio,
tutto quello che solo
s'appoggi in questi giorni
ai miei deserti, dentro
l'uscio silente sta dei miei tormenti
(Maderno del Garda, 25/04/05)
Si è il sole al terzo giorno
dopo la pioggia scosso
ché a scoprirvi lì intorno
vi lascia un velo mosso
Ho assaporato così dolcemente, nelle ore senza luce, il senso profondo di un'amicizia. Non è questione di parole, ma di un lungo abbraccio che oltrepassa i corpi e arriva fin dentro le viscere; non è sentirsi vicini, ma sentirsi dentro, l'uno nell'altro. E' ritornare ad una unità panica con tutti i sensi. E' l'apoteosi del gesto, quello vero, che in sè ha tutta l'ecumenicità del pensiero. E' per me la cosa più vicina all'amore di Dio.
Grazie