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Guscio vuoto di falena
musica mia sei stasera.
Adorno dei colori d'autunno
bello, sottile ma pur sempre
vuoto
Dove hai lasciato il nettare
tra l'argento dei vassoi
e l'oro delle tue coppe?
Danzi alla festa e mostri
i lustrini e vuoi che m'abbagli
alle tue doti
Ma stasera sei mia bella
per me l'amante assente
assetata delle mie voglie
ti vedo e ti voglio in un soffio
d'iride azzurra
Ieri notte, tornando a casa, lungo la statale, due auto avevano avuto un incidente; nulla di grave, ma il mio interesse è stato rivolto verso i vigili urbani che facevano i rilevamenti. Era l'una, pioveva e il mare alla mia destra, insieme ai lampioni della strada, creava un'atmosfera surreale, di un ritorno epico verso la patria... Ovviamente deliri miei, ma, mi sono chiesto: come si fa a fare un lavoro in cui devi attendere nella notte che qualcuno ti chiami per intervenire! Per carità, qualcuno deve pur farlo, ma sono contento che non sia io... Voglio dire, già mi sembra che qualcuno si rubi i miei giorni, e va anche bene, ma le notti no! La notte, se permettete è mia, sono le mie ore, e nessuno può e deve rubarmela per qualsiasi motivo.
Le mie scelte, come in un quadro di Boccioni, coinvolgono le geometrie delle altrui vite.
Se apro la porta, qualsiasi essa sia, l'angolo d'apertura travolge le vite che i miei contorni sfumano...
...La scelta va al di là della nostra umana comprensione